E R I C H   F R O M M

Bibliografia
Psicoanalitica
Ragionata

 

1) TEORIE GENERALI E VISIONI D'INSIEME

 

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Freud S. (1905) Tre saggi sulla teoria sessuale. Opere, Vol. 4. Torino: Bollati Boringhieri, 1989.
Pubblicazione a suo tempo scandalosa, perché estende il concetto di sessualità dall'idea comune che riguardi la genitalità adulta all'ardita visione della sessualità infantile e delle perversioni. Questa impostazione contribuisce in modo determinante a rendere la psicoanalisi una teoria radicale e critica, che revoca i capisaldi delle convinzioni benpensanti. 

Freud S. (1910) Cinque conferenze sulla psicoanalisi. Opere, Vol. 6. Torino: Bollati Boringhieri, 1989. 
Insieme a Jung e a Ferenczi, Freud andò in America invitato alla Clark University di Worcester, dove tenne cinque conferenze dal 6 al 10 settembre 1909. Offrì al pubblico americano un quadro conciso e di ammirevole chiarezza della sua teoria, delineandone genesi e sviluppi.

Freud S. (1914) Per la storia del movimento psicoanalitico. Opere, Vol. 7. Torino: Bollati Boringhieri, 1989.
Dalle origini insieme a Breuer alla rottura con Adler e Jung, Freud traccia un disegno storico della psicoanalisi, volto a legittimarlo come inventore della disciplina e depositario dei criteri di valutazione circa la compatibilità di altrui teorie con la propria impostazione. 

Freud S. (1915) Metapsicologia. Opere, Vol. 8. Torino: Bollati Boringhieri, 1989. 
Sono cinque dei dodici saggi che avrebbero dovuto dare l'impianto teoretico della psicoanalisi. Un sesto saggio fu pubblicato postumo, mentre gli altri sei non si sono potuti trovare. Sono qui contenuti: Pulsioni e loro destini; La rimozione; L'inconscio; Supplemento metapsicologico alla teoria del sogno; Lutto e malinconia. 

Freud S. (1929) Il disagio della civiltà. Opere, Vol. 10. Torino: Bollati Boringhieri, 1989.
Il testo prende l'avvio da una discussione con l'amico Roman Rolland, scrittore e mistico, che aveva chiamato "oceanico" il sentimento religioso di partecipazione al tutto. Freud lo vede come derivato dalla condizione infantile di impotenza e di non distinzione dal tutto. Di fronte alla ricerca della felicità, egli è pessimista. La civiltà è possibile solo se i singoli contrastano la loro aggressività col senso di colpa, cioè decurtando la loro felicità.

Freud S. (1938) Compendio di psicoanalisi. Opere, Vol. 11. Torino: Bollati Boringhieri, 1989.
Benché incompiuto, si tratta di un lavoro di alta ed efficace esposizione teorica e di sistematica concettuale. Anche se molto chiaro, richiede la conoscenza delle opere precedenti a carattere più pronunciatamene teoretico.

Abraham K. (1924) Tentativo di una storia evolutiva della libido sulla base della psicoanalisi dei disturbi psichici. Opere, Vol. 1. Torino: Bollati Boringhieri, 1975.
Il lavoro è stato scritto nello spirito di contribuire al completamento della teoria di Freud e allo sviluppo della psicoanalisi, in tutta coerenza e in piena adesione alle posizioni espresse dal maestro.

Ferenczi S. (1924) Thalassa. Psicoanalisi delle origini della vita sessuale. Roma: Astrolabio, 1965
E' una fantasia psicoanalitica grandiosa e sconcertante sull'evoluzione della genialità. Alla vita organica viene applicato il simbolismo psicoanalitico, con esiti originali e inattesi.

Rank O. (1924) Il trauma della nascita. Rimini: Guaraldi, 1972. 
L'ontogenesi ottiene il massimo risalto, ponendo nel trauma della nascita la causa di tutte le cause, l'angoscia originaria da cui derivano tutti i fenomeni psichici, sia individuali che collettivi. Arte, religione, miti trovano un comune riferimento alla traumatica rottura dell'unità con la madre.

Jones E. (1953) Vita ed opere di Freud. 3 volumi. Milano: Il Saggiatore, 1962.
Monumentale biografia di Freud, con riassunto delle sue opere. E' anche storia del movimento psicoanalitico, secondo un punto di vista che si presenta come ufficiale, ma in realtà partigiano, ora agiografico ora denigratorio delle dissidenze.

Reik T. (1925) L'impulso a confessare. Milano: Feltrinelli, 1967.
Reik affrontò estesamente nelle sue opere vari temi religiosi. Su questo sfondo, indaga sul senso di colpa che si presenta nel corso del lavoro psicoanalitico e sul conseguente impulso a confessare.

Tausk V. (1919) Sulla genesi della "macchina influenzante" nella schizofrenia. In: Scritti psicoanalitici. Roma: Astrolabio, 1979.
Gli schizofrenici parlano di macchine che possono influenzare la loro vita. Tali macchine non vanno intese come preesistenti, ma come esito delle trasformazioni di una qualunque cosa del mondo esterno. Le intuizioni di Tausk sono state precorritrici di successivi sviluppi della psicoterapia delle schizofrenie.

Groddeck G. (1932) Del ventre umano e della sua anima. In: Il linguaggio dell'Es. Milano: Mondatori, 1975.
Ben oltre la psicosomatica, questo saggio, come altri, è un esempio di una geniale visione dei simboli nella loro operatività, che senza posa intreccia organico e psichico. Corpo e mente si ribaltano l'uno nell'altra, dando eloquenza ai sintomi.

Reich W. (1933) Psicologia di massa del fascismo. Milano: Sugar, 1973.
Il fascismo è considerato il prodotto della struttura di carattere dei cittadini. Come psicologia di massa, il fascismo trova fondamento nei desideri orgastici insoddisfatti della collettività.

Reich W. (1936) La rivoluzione sessuale. Milano: Feltrinelli, 1963.
Il moralismo sessuale risponde ad una visione conservatrice della società. L'intreccio tra struttura economica, interessi politici, autoritarismo compone l'ideologia più idonea a piegare nell'intimo i cittadini attraverso la repressione sessuale.

Adler A. (1920) La psicologia individuale. Roma: Newton Compton, 1995.
Pur essendo scritta nel consueto modo chiaro e scorrevole di Adler, quest'opera è un trattato, una esposizione organizzata ed esauriente della teoria e della clinica adleriane. 

Adler A. (1933) Il senso della vita. Roma: Newton Compton, 1997. 
In questo libro il pensiero di Adler assume accenti prevalentemente filosofici. Così, il senso di inferiorità cede il suo carattere di sintomo psichico per diventare un dato della situazione umana, insieme alla sua tendenza e spinta a superarsi.

Jung C.G. (1912) Simboli della trasformazione. Opere, Vol. 5. Torino: Bollati Boringhieri, 1970.
E' il libro che corrisponde alla rottura tra Freud e Jung. Una elaborazione di svolta. Ormai la via di Jung è segnata nei suoi tratti di originalità e i simboli assumeranno nel suo pensiero un rilievo sempre maggiore.

Jung C.G. (1967) Introduzione all'inconscio. In: L'uomo e i suoi simboli. Milano: TEADUE, 1991.
E' l'ultimo saggio di Jung, a carattere deliberatamente espositivo, così chiaro e di gradevolissima lettura da valere come ottima introduzione al suo pensiero. Lo si può considerare conclusivo e introduttivo insieme. 


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Hartmann H. (1939) Psicologia dell'Io e problema dell'adattamento. Torino: Boringhieri, 1966.
Postulando un'area dell'Io libera da conflitti, un Io autonomo, e sviluppandone le conseguenze teoriche, Hartmann dà l'avvio alla corrente di pensiero psicoanalitico che va sotto il nome di "Psicologia dell'Io". 

Hartmann H., Kris E., Loewenstein R.M. (1964) Scritti di psicologia psicoanalitica. Torino: Boringhieri, 1978.
Si tratta di saggi rilevantissimi scritti da tre rappresentanti storici della "Psicologia dell'Io". Ne esce nell'insieme un contributo teoretico e sistematico su cui poggeranno successivi sviluppi. 

Rapaport D. (1960) Struttura della teoria psicoanalitica. Torino: Boringhieri, 1969.
E' un "tentativo di sistematizzazione" della psicoanalisi. L'impostazione procede in modo rigoroso, improntato alla filosofia della scienza e alla metodologia della ricerca scientifica. 

Erikson E.H. (1963) Infanzia e società. Roma: Armando, 1966.
Il libro è noto in tutto il mondo. Contiene una specifica visione della sessualità infantile e un approccio antropologico al rapporto tra metodi educativi e compagini sociali.

Jacobson E. (1964) Il Sé e il mondo oggettuale. Firenze: Martinelli, 1974.
Rilevante contributo teorico alla Ego-psychology che rielabora la teoria energetica di Freud. Sviluppo delle pulsioni ed esperienza soggettiva, "immagine del Sé" e "immagine dell'oggetto" vengono visti nella loro interazione. 

Zetzel E., Meissner W.W. (1973) Psichiatria psicoanalitica. Torino: Boringhieri, 1976.
Opera didattica, ripercorre i punti nodali della psicoanalisi, con messe a fuoco storico-critiche e attenzione agli aspetti della clinica.

Klein G. (1976) Teoria psicoanalitica. Milano: Cortina, 1993.
Collaboratore di Rapaport, Klein si allontana da lui abbandonando la metapsicologia freudiana per una teoria esclusivamente clinica della psicoanalisi. Al concetto di pulsione preferisce quello di "unità cognitiva di motivazione". Però la clinica dipende dalle teorie cui si ispira, per cui è inevitabile il confronto teorico. La tesi che il lavoro dello psicoanalista si avvicina a quello dello storico che narra i fatti e a quello del drammaturgo influenzerà il futuro dibattito psicoanalitico sul rapporto tra verità narrata e verità storica e sulle impostazioni intersoggettive.


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Glover E. (1939) La psicoanalisi. Milano, Feltrinelli, 1975.
E' un trattato organico e rigoroso, un'esposizione completa e asciutta della teoria psicoanalitica. A una prima sezione di presentazione teorica seguono due sezioni di applicazioni cliniche e pratiche.

Glover E. (1968) La nascita dell'Io. Roma: Astrolabio, 1970.
Testo che si ispira alla psicoanalisi classica nella formulazione di ipotesi sulle formazioni nucleari dell'Io. 

Fenichel O. (1945) Trattato di psicoanalisi delle nevrosi e delle psicosi. Roma: Astrolabio, 1951.
Una grande e organica sintesi della teoria e della clinica psicoanalitica, un trattato completo e compatto. Diverse generazioni di analisti lo hanno studiato e compulsato.

Alexander F. (1948) Gli elementi fondamentali della psicoanalisi. Firenze: Sansoni 1976.
E' un manuale, ma poiché lo ha scritto Alexander, un autore che è entrato nella storia della psicoanalisi in termini molto connotati, vale la pena leggerlo per meglio assumere il punto di vista che faccia comprendere un taglio teorico non ribelle ma particolare. 

Lacan J. (1966) Lo stadio dello specchio come formatore della funzione dell'io. In : Scritti, Vol. I. Torino: Einaudi, 1974.
Tra i sei e i diciotto mesi il bambino fa un'esperienza fondamentale: riconosce la propria immagine allo specchio. Questa identificazione comporta una divisione in due: il Je si oggettiva e si aliena in un Moi. 

Ricoeur P. (1965) Dell'interpretazione. Saggio su Freud. Milano: Il Saggiatore, 1967. 
Ricoeur è un filosofo e non uno psicoanalista. In questo suo libro esamina tutte le opere di Freud e arriva a fare della psicoanalisi un'ermeneutica. L'idea di un "conflitto delle interpretazioni" avrà non piccola influenza sulla storia interna della psicoanalisi.

Mannoni M. (1979) La teoria come fantasia. Milano: Bompiani, 1980.
Un bel libro che apre la mente per la felice impostazione critica. Libertario a suo modo, aiuta ad allentare costrizioni intellettuali e imperativi di luoghi comuni insediatisi proprio là dove più sciolta e giocosa e imprevedibile dovrebbe essere la produzione teorica in mutuo rapporto con la pratica clinica.

Matte Blanco I. (1975) L'inconscio come insiemi infiniti. Saggio su la bi-logica. Torino: Einaudi, 1981.
Opera imponente che riconsidera l'"Interpretazione dei sogni" di Freud ed assume come base di partenza la psicoterapia degli schizofrenici. Il tema dell'inconscio viene affrontato con apparati complessi di logica, epistemologia, gnoseologia.

Laplanche J., Pontalis J.-B. (1967) Enciclopedia della psicoanalisi. Bari: Laterza, 1968.
Sul piano formale appartiene al genere vocabolario o enciclopedia, un elenco di voci trattate in ordine alfabetico. Ma vi è una compattezza interna, una severità redazionale, un'impiantistica di sostanza che ne fanno un'esposizione sistematica della psicoanalisi. 

Alexander F., Eisenstein S., Grotjahn M. (a cura di) (1966) Pionieri della psicoanalisi. Milano: Feltrinelli, 1971.
Una trentina di autori di prima e seconda generazione vengono presentati da quasi altrettanti di seconda e terza. Si tratta di medaglioni informativi, dallo stile sciolto, memorialistico, che offrono un gradevole approccio a tante varie e complesse personalità di psicoanalisti. 

Brown N.O. (1959) La vita contro la morte. Milano: Bompiani, 1986.
E' un libro di successo. Alla base, vi è uno studio profondo dell'opera di Freud. Le categorie freudiane di istinto di vita e istinto di morte, Eros e Thanatos, vengono elaborate in modo da applicarle alla storia, all'arte, alla letteratura.

Kemberg O. (1980) Mondo interno e realtà esterna. Torino: Boringhieri, 1985.
Kemberg conduce una politica teoretica, cioè le sue proposte mettono in relazione e integrano impostazioni diverse, specialmente quella delle relazioni oggettuali e quella della psicologia dell'Io.

Kohut H. (1971) Narcisismo e analisi del Sé. Torino: Boringhieri, 1976.
Presenta la revisione teorica di Kohut, che accanto alla metapsicologia classica propone la sua ricerca sul narcisismo e nuovi termini dell'analisi del Sé. Ne esce una costruzione teorica complessa, che giustappone all'impianto classico una psicologia del Sé.

Hillman J. (1972) Il mito dell'analisi. Milano: Adelphi, 1979.
In questo testo basilare della psicologia analitica dopo Jung, Hillman pone in questione la psicoanalisi tutta e la cultura da cui sorge. Il mito dell'analisi è riconducibile al mito di Apollo, che viene indagato con straordinaria ricchezza di riferimenti culturali e di proposte radicali.


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Klein M. (1921-58) Scritti 1921-1958. Torino: Boringhieri, 1978.
E' una raccolta dei saggi più importanti a partire dal periodo di Berlino fino a due anni prima della morte. Il libro consente quindi di percorrere l'evoluzione del pensiero kleiniano, nei suoi contributi teoretici generali e nelle vedute nuove in tema di psicoanalisi infantile e di interpretazione delle psicosi.

Klein M. (1957) Invidia e gratitudine. Firenze: Martinelli, 1969. 
Una polarità primaria, radicata nel rapporto madre-bambino, connota la vita umana. L'invidia è un dato costituzionale che prende vita e sviluppo nel neonato dallo stato di dipendenza e prosegue alimentando la distruttività che contrasta l'amore e la gratitudine. Il rapporto con l'oggetto primario viene rivissuto nel transfert.

Bion W.R. (1962) Apprendere dall'esperienza. Roma: Armando, 1983.
Bion si propone insieme di comprendere la psicosi, che è il suo punto di partenza, e di costruire un modello integrato della psiche umana. L'opera è complessa e anche difficile, molto originale, molto innovativa. 

Fornari F. (1975) Genitalità e cultura. Milano: Feltrinelli.
Vi è una base clinica riguardante i disturbi sessuali, l'eiaculazione precoce soprattutto. Confrontandosi con Reich e Marcuse, Fornari disegna in un modo interessante e accattivante il rapporto tra sessualità e cultura.

Klein M., Heimann P., Money-Kyrle R. (a cura di) (1955) Nuove vie della psicoanalisi. Milano: Il Saggiatore, 1966.
Ventun saggi di autori kleiniani forniscono un'imponente visione della loro impostazione teorica e clinica, sia attraverso tracciati di ordine generale sia con proposte applicative. 

Meltzer D. (1986) Studi di metapsicologia allargata. Milano: Cortina, 1987.
Si tratta di una raccolta di saggi a se stanti, però ben accostati e complementari nel fornire una visione complessiva della psicoanalisi che voglia costruirsi su presupposti bioniani.

Ogden T.H. (1989) Il limite primigenio dell'esperienza. Roma: Astrolabio, 1992.
Di ambito kleiniano, il testo innova la teoria con l'introduzione di una terza posizione ancora più primaria rispetto a quella schizo-paranoide e a quella depressiva: la posizione contiguo-autistica. Viene esposta in modi avvincenti la dialettica tra le tre posizioni.


- E-


Fairbairn W.R.D. (1952) Una teoria delle relazioni oggettuali applicata alla personalità. In: Studi psicoanalitici sulla personalità. Torino: Boringhieri, 1970.
Le pulsioni sono considerate "pulsioni oggettuali", cioè che ricercano l'oggetto, non il soddisfacimento. Non più accolta la distinzione tra l'Io e l'Es, l'Io viene proposto come struttura dinamica originaria rivolta agli oggetti. 

Winnicott D.W. (1956) La preoccupazione materna primaria. In: Dalla pediatria alla psicoanalisi. Firenze: Martinelli, 1975.
Nelle settimane attorno alla nascita del bambino la madre acquisisce una specifica condizione psicologica. Ne viene una capacità del tutto particolare di fare la cosa giusta al momento giusto.

Winnicott D.W. (1960) La distorsione dell'Io in rapporto al vero e falso Sé. In: Sviluppo affettivo e ambiente. Roma: Armando, 1965. 
Fin già da neonato, il bambino si organizza a rispondere ai bisogni della madre. I suoi stessi impulsi vengono protetti e isolati da barriere difensive che li circondano. Tali formazioni tendono alla stabilità e consentono al bambino il rapporto con l'ambiente, strutturandosi come un falso Sé che copre l'identità più autentica, il vero Sé.

Winnicott D.W. (1951) Oggetti transizionali e fenomeni transizionali. In: Gioco e realtà. Roma: Armando, 1974.
Si tratta forse della scoperta più importante di Winnicott. Riguarda un'area intermedia di esperienza in cui si verifica il fenomeno della transizione tra la fusione con l'oggetto e la separazione da esso.

Winnicott D.W. (1988) Sulla natura umana. Milano: Cortina, 1989.
L'unico tentativo di Winnicott di fornire una visione sintetica delle sue teorie e visioni originali di numerosi aspetti della psicoanalisi.

Guntrip H. (1961) Struttura della personalità e interazione umana. Torino: Boringhieri, 1971.
Facendo perno sull'Io e sulle sue vicissitudini, Guntrip propone una teoria evolutiva che vuole superare dialetticamente le posizioni di Fairbairn e quelle di Winnicott stringendole in una visione sistematica.

Balint M. (1965) L'amore primario. Rimini: Guaraldi, 1973.
Sul terreno del rapporto tra psicoanalisi e biologia e proseguendo la linea di pensiero di Ferenczi, Balint suggerisce ipotesi affascinanti che fungono da sfondo al suo contributo ad una teoria dell'amore. L'"amore primario" è un amore passivo da cui si sviluppano tutte le altre forme d'amore.

Suttie I.D. (1935) Biologia dell'amore e dell'interesse. Primo capitolo di: The origins of love and hate. Psicoterapia e Scienze umane, 1933, 3: 111-123.
E' solo il breve capitolo iniziale dell'unico libro pubblicato. Suttie appartiene a buon diritto al British Group, con la sua critica alla teoria delle pulsioni e il suo orientarsi verso le teorie delle relazioni oggettuali.

Bowlby J. (1988) Una base sicura. Applicazioni cliniche della teoria dell'attaccamento. Milano : Cortina, 1989.
L'attaccamento è la più primitiva motivazione allo sviluppo, per cui il bambino è spinto ad una specifica relazione con la madre. Si tratta del modello teorico proposto da Bowlby, diverso da quello freudiano e da quello kleiniano. L'attaccamento sicuro dà un senso di protezione, quello insicuro invece è dovuto alla separazione o alla minaccia di separazione.

Khan M.M.R. (1974) Lo spazio privato del Sé. Torino: Bollati Boringhieri, 1979.
In questa raccolta di saggi Masud Khan, che era allievo di Winnicott e amico di Anna Freud, tenta una curvatura teorica molto personale quale sintesi degli apporti freudiani classici e delle formulazioni britanniche delle relazioni oggettuali.

Bollas C. (1987) L'ombra dell'oggetto. Roma: Borla, 1989.
Libro avvincente sul rapporto tra soggetto e oggetto e su come il secondo segna il primo. La categoria del "conosciuto non pensato" consente impostazioni nuove alle ricerche di Bollas.

Kohon G. (Ed.) (1986) The British School of Psychoanalysis. The Indipendent Tradition. London: Free Association Books.
Volume collettaneo scritto da un gruppo di autori tra i maggiori rappresentanti della tradizione degli indipendenti britannici. Sono trattati i temi più ricorrenti di questa sfaccettata corrente di pensiero.

Rycroft C. (1968) Dizionario critico di psicoanalisi. Roma: Astrolabio, 1970.
E' agile, conciso, di comoda fruizione. Le voci sono trattate in modo molto chiaro e comprensibile, senza venir meno al rigore. L'aggettivo "critico" è appropriato, poiché l'opera non vuole indottrinare, ma informare e spiegare.

Laing R.D. (1959) L'Io diviso: Torino: Einaudi, 1969.
Il sottotitolo è "Studio di psichiatria esistenziale". Può non essere considerato un libro di psicoanalisi in senso stretto, però è opera originalissima di grande respiro culturale e umanistico, di ispirazione esistenzialista, che parte dallo schizofrenico per arrivare all'essere umano in generale.


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Sullivan H.S. (1953) Teoria interpersonale della psichiatria. Milano: Feltrinelli, 1962.
Costruito su lezioni e appunti non pubblicati, questo è il testo più completo e sistematico di presentazione delle teorie di Sullivan. Testo fondamentale della psicoanalisi interpersonale.

Fromm E. (1955) Psicoanalisi della società contemporanea. Milano: Mondatori, 1995. 
E' un'opera di impianto complesso e pluridisciplinare. Le competenze sociologiche di Fromm emergono dotate di senso filosofico e animate dalla visione psicoanalitica. Uno dei temi di studio è la "patologia della normalità"

Thompson C.M. (1964) Psicoanalisi interpersonale. Torino: Boringhieri, 1972.
Una vasta raccolta di saggi su diversi temi e autori della psicoanalisi interpersonale. Con ammirevole chiarezza, la Thompson affronta nodi teorici e aspetti clinici ardui e complessi. Risalta il garbo umano, il tocco leggero nella capacità di arrivare in modo semplice ai nuclei essenziali. 

Horney K. (1945) I nostri conflitti interni. Firenze: Martinelli, 1971.
Testo semplice e ben scritto, porge una sintesi veloce delle teorie della Horney in un esame lucido ed efficace dei conflitti umani.

Levenson E. (1983) L'ambiguità del cambiamento. Roma: Astrolabio, 1985. 
L'autore estende, innova e problematizza l'impostazione sullivaniana. Oggetto di indagine è la relazione psicoanalitica. Lo stile è di vivace provocazione intellettuale.

Arieti S. (a cura di) (1959-1966) Manuale di psichiatria. 3 Volumi. Torino: Boringhieri, 1969.
Ben centotredici saggi compongono questa opera monumentale di psichiatria, psicoanalisi, medicina psicosomatica di ispirazione interpersonale. Testo di alta consultazione, atto a rispondere a tutto raggio su tali materie.

Stern D.B., Mann C.H., Kantor S., Schlesinger G. (Eds.) (1995) Pioneers of interpersonal psychoanalysis. Hillsdale, NJ: The Analytic Press.
Volume collettaneo. Ogni autore ne presenta un altro di generazione precedente, assieme a un paper di quest'ultimo. Il risultato è una colta antologia di psicoanalisi interpersonale. 

Lionells M., Fiscalini J., Mann C.H., Stern D.B. (Eds.) (1995) Handbook of interpersonal psychoanalysis. Hillsdale, NJ: The Analytic Press.
Opera autorevole per ricchezza di contenuti ad alto livello, e anche di considerevole mole. Una quarantina di autori espongono il ventaglio tematico della psicoanalisi interpersonale costruendo un trattato corale. Conclude un utile dizionario dei termini lessicali specifici. 

Conci M., Dazzi S., Mantovani M.L. (a cura di) (1997) La tradizione interpersonale. Roma: Erre emme edizioni.
Raccoglie preziosi lavori dei più significativi rappresentanti della psicoanalisi interpersonale. I tre curatori introducono molto bene alle tre sezioni in cui si divide questo libro. 

Gruen A. (1986) Il tradimento del sé. Milano: Feltrinelli, 1992.
Un bel libro su libertà e autonomia, ascrivibile a un ambito di psicoanalisi interpersonale. Testo suggestivo e nutriente.


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Greenberg J.R., Mitchell S. (1983) Le relazioni oggettuali nella teoria psicoanalitica. Bologna: Il Mulino, 1986.
Oltre che essere in sé un ottimo ed esaustivo testo di storia della psicoanalisi con encomiabili apparati epistemici, questo libro è della massima importanza da un punto di vista storico. Distinguendo e divaricando il modello strutturale delle pulsioni dal modello strutturale delle relazioni oggettuali, introduce una classificazione delle teorie che porta nuova chiarezza, pur se contestata da altri autori.

Mitchell S.A. (1993) Influenza e autonomia in psicoanalisi. Torino: Bollati Boringhieri, 1999.
Il maggior teorico dell'indirizzo relazionale in psicoanalisi tratta delle radici storico-culturali di tale indirizzo e cerca di recuperarle alla sua prospettiva. In un'ottica che vede analista e analizzando in totale interazione, si occupa dell'influenza del primo sul secondo al fine di tutelare l' autonomia di quest'ultimo. 

Mitchell S.A. (2000) Il modello relazionale. Milano: Cortina, 2002.

Il rapporto analitico è duale ed entrambi i membri della coppia analitica si influenzano reciprocamente. Le fonti dell'impostazione relazionale sono diverse e Mitchell le esplora accuratamente per ricondurle al fattore comune che le pone in dialogo al fine di costruire un quadro teorico che le ricomprenda e le ridefinisca in termini appunto relazionali.

Aron L. (1996) Menti che si incontrano. Milano: Cortina, 2004.
Raccoglie e rielabora vari articoli già pubblicati su riviste, tra cui Psychoanalytic Dialogues, che ora l'autore dirige, dopo la prematura scomparsa di Mitchell. La psicoanalisi relazionale è presentata nelle sue origini, nei suoi percorsi di sviluppo e come prospettiva di pensiero e di pratica clinica.

Storolow R.D., Atwood G.E. (1992) I contesti dell'essere. Torino: Bollati Boringhieri, 1995.
La mente isolata è un mito, non esiste. Viene proposta una visione intersoggettiva, secondo cui la psicologia e la psicopatologia possono essere comprese solo in "contesti intersoggettivi". L'ispirazione di base è interpersonale e relazionale.

Hoffman I.Z. (1998) Rituale e spontaneità in psicoanalisi. Roma: Astrolabio, 2000.
Hoffman è uno dei maggiori teorici della psicoanalisi relazionale. In questo libro sono raccolti dieci dei suoi saggi più rilevanti, fra cui quello che dà il titolo al volume. Il rituale dell'analisi e la spontaneità del processo che vi si svolge danno vita a una dialettica portatrice di effetti terapeutici.

Renik O. (1996) I pericoli della neutralità. Psicoterapia e Scienze Umane, 2001, 1:5-27.
Schierato in modo radicale dalla parte di una psicoanalisi che sia relazionale, in questo articolo Renik usa argomenti demolitivi del principio della neutralità analitica.

Benjamin J. (1988) Legami d'amore. I rapporti di potere nelle relazioni amorose. Torino: Rosenberg & Sellier, 1991.
La Benjamin critica la polarizzazione dei generi. Le autrici che si sono ribellate al predominio dei maschi esaltando il femminile hanno solamente rovesciato ruoli e valori. Dovrebbe accadere invece che gli individui, insieme alla loro identità di genere, coltivino e integrino in se stessi sia i loro tratti maschili sia i loro tratti femminili.

Spence D.P. (1982) Verità narrativa e verità storica. Firenze: Martinelli, 1987.
La psicoanalisi si occupa molto di più della verità narrativa che della verità storica. Il racconto e le associazioni libere dell'analizzando vengono costruiti sulla base delle convinzioni teoriche dell'analista.

Eagle M.N. (1984) La psicoanalisi contemporanea. Bari: Laterza, 1997.
Testo di esemplare chiarezza pur nella sua complessità. Si compone di una prima parte di storia critica delle teorie psicoanalitiche, di una seconda e quarta parte a carattere tematico e di una terza parte su questioni epistemologiche.

Eagle M.N. (2000) La svolta post-moderna in psicoanalisi. Psicoterapia e Scienze Umane, 4:5-44.
E' una appassionata e argomentata contestazione delle impostazioni relazionali della odiena psicoanalisi.

Holt R.R. (2001) Il post-modernismo: le sue origini e la sua minaccia alla psicoanalisi. Setting, 11:77-99.
Da un esame della cultura del'900 e delle idee post-moderne su cui si fonda il socio-costruttivismo degli indirizzi relazionali, l'autore passa ad un attacco degli argomenti propri di questi ultimi, che sarebbero improntati ad uno spirito antiscientifico.

Lichtenberg J.D., Lachmann F.M., Fosshage J.L. (1992) Il Sé e i sistemi motivazionali. Roma: Astrolabio, 2000.
I tre autori partono da una teoria della motivazione per criticare la tecnica psicoanalitica classica e proporre una teoria della tecnica alternativa.

Beebe B., Lachmann F.M. (2002) Infant research e trattamento degli adulti. Milano: Cortina, 2003.
Gli autori hanno collaborato per trent'anni nell'osservazione della coppia madre-bambino. In questo libro applicano i risultati delle loro ricerche al trattamento degli adulti ed elaborano un modello sistemico-diadico per l'interazione analista-analizzando. 

Fonagy P. (2001) Psicoanalisi e teoria dell'attaccamento. Milano: Cortina, 2002.
Una visione ampia, non solo volta ad integrare teoria dell'attaccamento e psicoanalisi, ma anche a porre in dialogo le scuole britanniche e quelle nordamericane.

Bucci W. (1997) Psicoanalisi e scienza cognitiva. Roma: Fioriti, 1999.
La Bucci si propone di rendere la psicoanalisi e la clinica psicoanalitica moderne e al passo con le scienze odierne. Il libro è un importante tentativo di colmare la distanza tra la scienza cognitiva e la psicoanalisi, rielaborando quest'ultima in nuove concettualizzazioni. 

Thomä H., Käkele H. (1985) Trattato di terapia psicoanalitica, Vol. I. Torino: Bollati Boringhieri, 1990.
E' un trattato di grande rigore e compiutezza. La terapia psicoanalitica è presentata in modo chiaro nei suoi temi più rilevanti. Tutto l'impianto è solidamente fondato sulla visione storica della psicoanalisi.

Semi A.A. (a cura di) (1988) Trattato di psicoanalisi, Vol. I. Milano: Cortina.
Opera imponente per la qualità dei contributi, per il modo in cui sono organizzati nell'economia del testo e per la completezza. Il volume è diviso in tredici capitoli, redatti da diciassette autori italiani.

Hunter V. (1994) Psicoanalisti in azione. Roma: Astrolabio, 1996.
L'autrice presenta lo stesso caso clinico a undici psicoanalisti tra i più eminenti del nostro tempo. In undici interviste emerge un quadro vivido sia delle personalità che si esprimono in forma dialogica sia degli aspetti più problematici e attuali della psicoanalisi.