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4)
LE NEVROSI
-A-
(Freud,
i primi freudiani, i primi dissidenti)
Freud S., Breuer J. (1892-95) Studi
sull’isteria. Opere cit., Vol. 1.
Contiene cinque storie cliniche. La prima, più famosa, è
quella della Signorina Anna O., paziente di Breuer, autore del relativo
resoconto. Questo caso è importante per la sua influenza sul pensiero
di Freud, il quale poté rilevare il fenomeno del trasnsfert e il peso
del dato sessuale. Gli altri quattro casi sono redatti da Freud.
Freud S. (1905) Frammento di un’analisi
di isteria (Caso clinico di Dora). Opere cit., Vol. 4.
La sessualità è vista come il motore della nevrosi
isterica. Questo caso clinico si incentra su due sogni. Il trattamento
viene interrotto dalla paziente dopo tre mesi e non giunge pertanto alla
conclusione dell’analisi.
Freud S. (1907) Azioni ossessive e
pratiche religiose. Opere cit. Vol., 5.
E’ posto un parallelo tra nevrosi ossessiva e religione,
sia in termini soggettivi che in termini collettivi. L’azione
ossessiva è una formazione di compromesso tra la pulsione e l’istanza
che la rimuove.
Freud S. (1909) Osservazioni generali
sull’attacco isterico. Opere cit., Vol. 5.
L’attacco isterico è la traduzione motoria di fantasie di
cui profitta un contenuto libidico rimosso. Si interpreta in modo
analogo all’interpretazione dei sogni.
Freud S. (1909) Analisi della fobia di un
bambino di cinque anni (Caso clinico del piccolo Hans). Opere cit., Vol.
5.
L’analisi non fu condotta direttamente da Freud ma si
svolse attraverso il padre del bambino. Questo caso è importante nella
storia della psicoanalisi per il suo contributo di base alla tecnica
dell’analisi dei bambini.
Freud S. (1909) Osservazioni su un caso
di nevrosi ossessiva (Caso clinico dell’uomo dei topi). Opere cit.,
Vol. 6.
Uno dei più famosi casi clinici di Freud, in cui si dispiega
una gran quantità di materiale associativo. Alla parte clinica segue
una parte teorica nella quale Freud mette a punto la sua teoria sulla
nevrosi ossessiva.
Freud S. (1912-13) Totem e tabù. Opere
cit. Vol. 7.
In questa opera a carattere antropologico, Freud, oltre a
presentare ed applicare i capisaldi della psicoanalisi, sviluppa anche i
temi della nevrosi ossessiva.
Freud S. (1913) La disposizione alla
nevrosi ossessiva. Opere cit., Vol. 7.
E’ ipotizzato un ritardo dello sviluppo libidico rispetto
allo sviluppo dell’Io. Tale sfasamento comporta ipermoralismo e difese
dalla prevalenza dell’odio sull’amore.
Freud S. (1914) Dalla storia di una
nevrosi infantile (Caso clinico dell’uomo dei lupi). Opere cit., Vol.
7.
Caso clinico molto sviluppato, in cui viene ricostruita una
nevrosi infantile sulla base dei dati che emergono nel trattamento di un
adulto, in particolare un sogno dell’infanzia. E’ affrontato il tema
della realtà della “scena primaria”.
Freud S. (1924) Nevrosi e psicosi. Opere
cit., Vol. 9.
Il tema è inquadrato nell’ipotesi strutturale. La nevrosi
viene dal conflitto tra l’Io e l’Es, mentre la psicosi insorge sul
perturbato rapporto tra l’Io e il mondo esterno.
Freud S. (1924) La perdita di realtà
nella nevrosi e nella psicosi. Opere cit., Vol. 10.
Nella nevrosi l’Io mantiene un rapporto di dipendenza dalla
realtà rimovendo pulsioni dell’Es. Nelle psicosi l’Io è dominato
dal potere dell’Es e disconosce aspetti della realtà.
Freud S. (1925) Inibizione, sintomo e
angoscia. Opere cit., Vol. 10.
L’ambito di questa opera complessa contiene anche una
disamina delle due nevrosi classiche: l’isteria di conversione e la
nevrosi ossessiva.
Ferenczi S. (1919) La nevrosi della
domenica. In: Fondamenti di psicoanalisi, Vol. II. Rimini: Guaraldi,
1973.
Il tempo del riposo e della vacanza rende libera una quota di
angoscia che nel tempo di lavoro resta legata alle occupazioni e ai
problemi quotidiani.
Ferenczi S. (1908-1933) Fondamenti di
psicoanalisi, Vol. III, Psicoanalisi delle abitudini sessuali. Rimini:
Guaraldi, 1974.
L’intero volume è occupato da saggi in tema di nevrosi,
contributi di primordine del geniale, creativo e originale maestro della
psicoanalisi.
Reich W. (1933) Analisi del carattere.
Milano: SugarCo, 1975.
Alla base di ogni forma di nevrosi vi è una struttura di
carattere nevrotica. Il compito della psicoanalisi non è quello di
togliere i sintomi nevrotici, ma di modificare la struttura di carattere
che sostiene quei sintomi.
Adler A.(1920) La nevrosi coatta. In:
Prassi e teoria della psicologia individuale. Roma: Astrolabio, 1947.
La volontà di potenza porta il soggetto ad enfatizzare se
stesso e il proprio pensiero. Il nevrotico ossessivo, anche se si rende
conto dell’assurdità dei suoi sintomi, perde la sua obiettività e si
pone in conflitto con l’ambiente sociale.
Jung C.G. (1927/1931) La struttura della
psiche. Opere, Vol. 8. Torino: Bollati Boringhieri, 1974.
La nevrosi come un grido d’allarme lanciato da un’alta
istanza psichica che sollecita ad un ampliamento della personalità, di
cui vi è urgente necessità.
-
B -
(gli
autori dell’Ego-psychology)
Jacobson E. (1971) La depressione.
Firenze: Martinelli, 1977.
Raccolta di saggi clinici, in cui il concetto di nevrosi
viene rapportato a quello di disordini affettivi, di psicosi, di stati
borderline e s’intreccia con varie problematiche, dai meccanismi di
difesa ai temi relativi al narcisismo.
Zetzel E., Meissner W.W. (1973)
Psichiatria psicoanalitica. Torino: Boringhieri, 1976.
Il testo raccoglie seminari tenuti Elizabeth
Zetzel, su temi clinici e teorici di psicoanalisi e psichiatria,
con stile didattico. L’argomento nevrosi risulta trattato nel quadro
di un impianto concettuale complessivo.
- C
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(i
freudiani e i postfreudiani in genere; revisionisti, dissidenti,
oppositori; junghiani)
Glover E. (1939) La psicoanalisi. Milano:
Feltrinelli, 1975.
Dopo una prima parte teorica, viene presentata la
psicopatologia da un punto di vista psicoanalitico, con un
inquadramento, tra gli altri aspetti, delle psiconevrosi.
Fenichel O. (1945) Trattato di
psicoanalisi delle nevrosi e delle psicosi. Roma: Astrolabio 1931.
Le nevrosi sono già nel titolo. Questo fortunato testo di
psicoanalisi offre un quadro ricco e dettagliato delle affezioni
nevrotiche.
Bergler E. (1949) La nevrosi di base.
Roma: Astrolabio, 1971.
Vi è una nevrosi fondamentale basata sulla dipendenza orale.
Questo è il fondamento di tutte le diverse forme di nevrosi.
Bergler E. (1950) La letteratura come
nevrosi. Rimini: Guaraldi, 1974.
Lo scrittore è un nevrotico che nello scrivere ricorre ai
propri meccanismi di difesa. Il suo lavoro viene dalla nevrosi non nel
senso che rappresenta le sue vicissitudini e conflitti infantili, ma
invece nel senso di una costruzione difensiva.
Marmor J. (1956) L’oralità nella
personalità isterica. Psicoterpia e Scienze Umane, 1995, 29: 101-115.
Viene indagato il rapporto tra oralità e isteria. In questa
nevrosi il complesso edipico presenta marcati tratti pregenitali. Una
forte fissazione orale sta alla base delle relazioni tra isteria e abuso
di sostanze, forme depressive e schizofrenia.
Laplance J. (1974) Panel on “Hysteria
today”. The International Journal of Psychoanalysis, 56: 459-469.
Anche Laplance, in questo Panel, è d’accordo sul fatto che
oggi non si incontano più le forme di isteria di cui scrivevano Charcot,
Freud o Breuer. L’isteria che incontriamo oggi è più un aspetto del
carattere o della personalità che non un quadro sintomatico.
Sacerdoti G. (1989) Isteria. In: Semi
A.A. (a cura di) Trattato di Psicoanalisi, Vol. 2. Milano: Cortina.
L’argomento è trattato nella sua complessità dottrinale e
clinica, con preziosi e puntuali rimandi bibliografici.
Spaçal S. (1989) La nevrosi ossessiva.
In: Semi A.A. (a cura di) Trattato di psicoanalisi, Vol. 2. Milano:
Cortina.
L’autore parte con una nota polemica verso le impostazioni
relazionali, ritenendo il sistema psichico individuale dotato di
sufficiente autonomia per essere trattato di per sé. Con questa
premessa il tema viene svolto con ricchezza argomentativa e molteplici
richiami a diverse concezioni della nevrosi ossessiva.
Rupprecht-Schampera U. (1995) The Concept
of “Early Triangulation” as a Key to a Unified Model of Hysteria.
The International Journal of Psychoanalysis, 76: 457-463.
Viene sviluppato un modello psicodinamico unificato per le
varie e sfaccettate manifestazioni dell’isteria, sia riguardo le donne
che riguardo gli uomini.
Semi A.A. (1995) Sull’isteria e
l’identificazione isterica. Rivista di Psicoanalisi, 1995, 2: 237-254.
E’ presa in esame la situazione isterica, con
considerazioni storiche sulle sue concettualizzazioni in letteratura. In
particolare viene considerato il rapporto tra identificazione isterica e
transfert dell’analista.
Scalzone F., Zontini G. (a cura di) (1999) Perché l’isteria? Napoli:
Liguori.
“Senza l’isteria, la psicoanalisi sarebbe mai stata
inventata?” (Green). Raccolta di 16 saggi che si misurano con questa
sindrome mutevole. La disposizione dei contributi segue un ordine
cronologico.
Albarella C. (2001) Metamorfosi
dell’isteria: identità femminile e sessualità. Rivista di
Psicoanalisi, 47: 5-27.
Bisogni infantili non appagati e ricerca di rassicurazioni
narcisistiche spingono ad investire con forza sulle relazioni con i
partner, in particolare nei loro aspetti sessuali. I mutamenti di
costume possono aver contribuito alle metamorfosi dei sintomi isterici,
dalle conversioni alle patologie caratteriali.
Mattioli G., Scalzone F. (a cura di)
(2002) Attualità dell’isteria. Milano: Angeli.
Libro collettaneo, i lavori che lo compongono cercano i
tratti di fondo della sindrome isterica, coperti dalle sue varie
manifestazioni che imitano tutte le malattie. Non ci si è ancora
accordati sull’inquadramento nosologico dell’isteria e il dibattito
è tuttora in corso.
Racalbuto A. (2004) L’isteria, dalle
origini alla costellazione edipica: il “femminile” e il conflitto di
alterità. Rivista di psicoanalisi, 1, 2004: 77-102.
La sessualità inconscia della madre è presente nel bambino,
che si identifica col “femminile materno originario”. Per entrambi i
sessi, l’isteria è “malattia del femminile”.
Albarella C., Racalbuto A. (a cura di)
(2004) Isteria. Roma: Borla, 2004.
Una raccolta di saggi di 14 autori che, pur nelle loro
diverse prospettive, mettono a fuoco il tema isterico, nei suoi enigmi e
nei suoi sviluppi.
Ferro F.M., Riefolo G. (2006) Isteria e
campo della dissociazione. Roma: Borla.
Viene presentato un concetto di base dell’isteria
rinvenibile negli innumeri casi clinici. I vari quadri isterici
dipendono da modalità dissociative assai complesse e differenziate.
Pasetti A., Trillo M.R. (2007) Traumi
psichici e formazioni ossessive. Milano: Angeli.
Angoscia e impulsività si intrecciano nella nevrosi
ossessiva, che poggia su uno specifico senso di colpa derivante da
traumi psichici. Le asserzioni teoriche vengono ricavate dai casi
clinici presentati.
Hillman J. (1972) Il mito dell’analisi.
Milano: Adelphi, 1979.
Si veda il paragrafo sull’isteria. E’ toccato il rapporto
tra isterica e strega. Poiché un pregiudizio antico riserva al
femminile l’attitudine isterica, diagnosticare una paziente come
isterica da parte di uno psichiatra uomo pone il tema della sua
misoginia.
-
D -
(Melanie
Klein, Bion e autori di indirizzo)
Klein M (1950) La psicoanalisi dei
bambini. Firenze: Martinelli, 1970.
In questo testo fondamentale, la Klein si occupa estesamente
della nevrosi infantile, in particolare della nevrosi ossessiva.
Sandford B. (1955) Il bisogno di essere
“mantenuto” di un paziente ossessivo. In: Nuove vie della
psicoanalisi. Milano: Il Saggiatore, 1966.
Esposizione di un caso clinico di nevrosi ossessiva in
un’ottica rigorosamente kleiniana.
Thorner H.A. (1955) Tre difese contro la
persecuzione interna. Ansia degli esami, depersonalizzazione e
ipocondria. In: Nuove vie della psicoanalisi. Milano: Il Saggiatore,
1966.
Diversi casi clinici sono considerati e classificati a
seconda delle difese contro persecutori oggetti cattivi interni.
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E-
(gli
“indipendenti” britannici)
Fairbairn W.R.D.
(1954) Osservazioni sulla struttura degli stati isterici. In: Il
piacere e l’oggetto. Roma: Astrolabio, 1992.
La “situazione endopsichica di base (originaria)”,
costituzionale, è quella dell’isteria. I primi sintomi che si
presentano nell’essere umano, come le urla del lattante, sono di
carattere isterico.
Winnicott D. W. (1965) Sviluppo affettivo
e ambiente. Roma: Armando, 1974.
Testo costituito da saggi di eminente importanza. In
un’ottica originale, viene messo a fuoco il tema della dipendenza
dalla madre e delle vicissitudini della prima infanzia. Tale quadro
illumina anche percorsi e sviluppi delle nevrosi.
Bowlby J. (1969, 1973) Attaccamento e
perdita. 1: L’attaccamento alla madre; 2: La separazione dalla madre.
Torino: Bollati Boringhieri, 1972, 1975.
Le nevrosi dipendono da deficienze nelle cure materne. La
separazione dalla figura di attaccamento genera un’angoscia di base da
cui si sviluppano disturbi nevrotici e patologie del carattere.
Rycroft C. (1968) Angoscia e nevrosi.
Milano: Feltrinelli, 1970.
Si tratta di un’indagine approfondita sull’angoscia e
dello studio delle difese da essa che conducono alla formazione delle
nevrosi.
Khan M. M. R. (1963) Il concetto di
trauma cumulativo. In: Lo spazio privato del Sé. Torino: Bollati
Boringhieri, 1979.
Se i fallimenti parziali della madre come “scudo
protettivo” nella fase preverbale sono troppo frequenti, essi causano
“urti” sullo psico-soma del bambino. Tale trauma cumulativo si
manifesterà sull’Io corporeo nella prima e seconda infanzia.
Khan M. M. R. (1971) La nevrosi infantile
come organizzazione del falso Sé. In: Lo spazio privato del Sé.
Torino: Bollati Boringhieri, 1979.
A differenza dell’impostazione psicoanalitica classica che
contempla la via intrapsichica di formazione della nevrosi infantile, i
nuovi studi sul rapporto madre-bambino consentono anche di considerare i
casi in cui tale nevrosi si forma in relazione all’ambiente come
organizzazione di un falso Sé compiacente.
Bollas C. (2000) Isteria. Milano:
Cortina, 2001.
L’isteria come modo di stare in relazione. L’analisi
dell’isteria implica quella dei rapporti con le figure significative
durante l’infanzia. Il testo offre molti suggerimenti tecnici.
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F
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(gli
interpersonalisti americani)
Sullivan H.S. (1956) Studi clinici. Cap.
11 e Cap. 12. Milano: Feltrinelli, 1976.
In questo testo clinico la psichiatria psicodinamica di
Sullivan si declina nei “dinamismi” propri delle varie entità
cliniche, in modo speciale la schizofrenia, ma anche l’isteria e la
nevrosi ossessiva.
Horney K. (1937) La personalità
nevrotica del nostro tempo. Roma: Newton Compton, 1976.
La nevrosi è esaminata nelle sue connotazioni
storico-sociali. Si tratta di un testo indicativo del clima teorico
della psicoanalisi socioculturale americana degli anni ’30.
Horney K. (1945) I nostri conflitti
interni. Firenze: Martinelli, 1971.
La visione conflittuale delle nevrosi è esposta in termini
chiari ed efficaci. Entro
certi limiti, il libro vorrebbe presentarsi utile anche ai fini di un
lavoro autoanalitico.
Horney K (1950) Nevrosi e sviluppo della
personalità. Roma: Astrolabio, 1981.
Forse il testo più importante della Horney. L’indagine
profonda delle conformazioni nevrotiche si accompagna e si raccorda al
dato sociale e al suo potere di condizionamento.
Fromm E. (1964) Psicoanalisi
dell’amore. Roma: Newton Compton, 1971.
La prima parte del volume tratta dei fattori di salute e di
patologia, in modo da costruire uno schema diagnostico che contiene, tra
i due estremi della sindrome di crescita e della sindrome di
decadimento, vari livelli di nevrosi.
Fromm E. (1990) Le cause del mutamento
del paziente nel trattamento analitico. Psicoterapia e Scienze Umane,
XXIV, 3: 81-102.
Conferenza tenuta nel 1964 presso l’Alanson White Institute
a New York. Fromm distingue tra nevrosi benigne e nevrosi maligne.
Queste ultime corrispondono alla sindrome di decadimento e alle
patologie borderline.
Fromm E (1996) I cosidetti sani. Milano:
Mondadori.
Raccolta postuma di testi in tema di psicopatologia,
all’incrocio tra natura umana, società e clinica. La patologia della
normalità è quella statisticamente più frequente.
Arieti S. (a cura di) (1959-1966) Manuale
di Psichiatria. Vol. I, Parte seconda: Le psiconevrosi e disturbi
affini. Torino: Boringhieri, 1969.
Questa parte contiene 20 saggi di autori diversi che offrono
un vasto quadro della patologia nevrotica. L’insieme può essere
considerato anche da un punto di vista storico, come proposta culturale
americana tra gli anni ’50 e ’60 in campo psicoterapeutico.
Winckler M.M. (1995) Obsessionalism. In:
Handbook of Interpersonal Psychoanalysis, M. Lionells, J. Fiscalini,
C.H. Mann, D.B. Stern Eds. Hillsdale, NJ: The Analytic Press, pp.
469-490.
I nevrotici ossessivi dissociano le passioni e le
sostituiscono con processi reificanti, che danno un senso di vuoto alla
loro vita. Nei casi più lievi, i tratti ossessivi possono apparire
socialmente funzionali.
Lionells, M. (1995) Hysteria. In:
Handbook of Interpersonal Psychoanalysis, M. Lionells, J. Fiscalini,
C.h. Mann, D.B. Stern Eds. Hillsdale, NJ: The Analytic Press, pp.
491-515.
Le persone isteriche sono affettivamente immature, seduttive
e dipendenti. La sessualità gioca un ruolo importante ma più come
richiesta affettiva che come piacere. Vi sono caratteristiche affettive
familiari che facilitano il disporsi di una nevrosi isterica.
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G -
(correnti
e autori recenti e contemporanei, i relazionali in particolare e i loro
oppositori)
Mitchell S. A. (1988) Gli orientamenti
relazionali in psicoanalisi. Torino: Bollati Boringhieri, 1993.
Le concettualizzazioni delle nevrosi, sorte in contesti di
paradigma pulsionale, vengono rilette e riscritte nel paradigma
relazionale, qui proposto con singolare chiarezza nei suoi orizzonti
teorici.
Gabbard G.O. (2000) Psichiatria
psicodinamica. Milano: Cortina, 2002.
In questo trattato il tema delle nevrosi trova sistemazione nel
confronto tra concetti psicoanalitici e criteri di diagnosi secondo il
DSM-IV. Un’opera sistematica e aggiornata. |