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La seguente bibliografia consta di due livelli introduttivi e di un corpo bibliografico complesso.
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PRIMO LIVELLO INTRODUTTIVO
Freud S. (1899) L'interpretazione dei sogni. Opere, vol. 3. Torino: Bollati Boringhieri, 1989.
E' uno dei testi base della psicoanalisi. La sua lettura è tanto impegnativa quanto affascinante. Bisogna leggerlo tutto. I capitoli 6 e 7 vanno studiati.
Freud S. (1915-17) Introduzione alla psicoanalisi. Torino: Bollati Boringhieri, 1985.
In forma di lezioni, e nell'impareggiabile prosa scientifica di Freud, viene presentato un quadro complessivo della psicoanalisi in modo organico e didattico.
Brenner C. (1974) Breve corso di psicoanalisi. Firenze: Martinelli, 2001.
E' molto chiaro e completo, benché sintetico. Un'ottima guida a successivi approfondimenti.
Jung C.G. (1928) L'io e l'inconscio. Torino: Bollati Boringhieri, 1989.
E' il primo lavoro in cui Jung propone una visione d'insieme della sua "psicologia analitica". Il testo consente di entrare in via rapida nel suggestivo e complesso pensiero di Jung e di afferrarne alcuni concetti fondamentali.
Fromm E. (1962) Marx e Freud. Milano: Il Saggiatore, 1997.
Questa lettura consente un contatto diretto con i nuclei del pensiero frommiano. Al di fuori di ogni schema, Fromm offre pagine vive e originali su Marx e su Freud, in un confronto ricco di stimoli e suggerimenti.
Mitchell S.A. & Black M.J. (1995) L'esperienza della psicoanalisi. Torino: Bollati Boringhieri, 1996.
Si può considerare un limpido manualetto di storia della psicoanalisi. Le varie teorie sono esposte in modo chiaro e gradevole.
SECONDO LIVELLO INTRODUTTIVO
Freud S. (1901) Psicopatologia della vita quotidiana. Opere, vol. 4. Torino: Bollati Boringhieri, 1989.
Un libro veramente piacevole e insieme rigoroso. Dà un senso vivo di cosa sia la psicoanalisi attraverso l'esame di dimenticanze, lapsus, distrazioni, esempi di paraprassie realmente verificatesi.
Freud S. (1905) Frammento di un'analisi di isteria (Caso clinico di Dora). Opere, vol. 4. Torino: Bollati Boringhieri, 1989.
Freud narra il breve trattamento psicoanalitico di una ragazza di diciotto anni, con la diagnosi di nevrosi isterica. Costituisce uno dei casi clinici più famosi. Viene discusso per la prima volta il fenomeno del transfert.
Freud S. (1909) Analisi della fobia di un bambino di cinque anni (Caso clinico del piccolo Hans). Opere, vol. 5. Torino: Bollati Boringhieri, 1989.
Anche questo è uno dei casi clinici più noti. Freud analizza la fobia del piccolo Hans che per strada un cavallo lo morda. L'analisi viene svolta attraverso il padre e non direttamente sul bambino. Viene tematizzato il valore universale del "complesso di castrazione".
Freud S. (1911) Precisazioni sui due principi dell'accadere psichico. Opere, vol. 6. Torino: Bollati Boringhieri, 1989.
Vengono presentati i processi primari e i processi secondari. I primi dipendono dal principio di piacere, i secondi dal principio di realtà. I due principi si contrappongono e il passaggio dall'uno all'altro è difficoltoso
Freud S. (1914) Introduzione al narcisismo. Opere, vol. 7. Torino: Bollati Boringhieri, 1989.
In questo innovativo saggio, Freud esamina la situazione della libido non rivolta verso gli oggetti ma diretta sul soggetto stesso. Il narcisismo è dato appunto da tale ipercarica psichica dell'Io.
Freud S. (1920) Al di là del principio di piacere. Opere, vol. 9. Torino: Bollati Boringhieri, 1989.
Il principio di realtà è visto come una trasformazione del principio di piacere. "Al di là" di questo, vi è la "coazione a ripetere". La speculazione teorica porta Freud a contrapporre le pulsioni di vita alle pulsioni di morte.
Freud S. (1923) L'Io e l'Es. Opere, vol. 9. Torino: Bollati Boringhieri, 1989.
In questa importante opera teorica, Freud presenta l'apparato psichico strutturato in tre istanze: Es, Io e Super-io.
Ferenczi S. (1922) Elogio della psicoanalisi. Torino: Boringhieri, 1981.
E' una raccolta di saggi divulgativi e appassionati, che introducono il lettore alla psicoanalisi e lo coinvolgono. Si possono anche notare taluni tratti dell'originalità teorica e dell'acume clinico che tanto caratterizzarono la persona e l'opera di Ferenczi.
Musatti C. (1962) Trattato di psicoanalisi. Torino:
Boringhieri.
E' una lettura introduttiva ancora molto utile per il suo carattere didattico, specialmente nel Libro Primo. La base di quest'opera è data dalle lezioni che Musatti tenne all'Università di Padova negli anni accademici 1933-34 e 1934-35.
Jung C.G. (1930) Il problema dell'inconscio nella psicologia moderna. Torino: Einaudi, 1959.
Si tratta di una raccolta di testi che illustrano efficacemente le posizioni della psicologia analitica. Lo stile è prevalentemente problematico e critico e aderisce al concreto dell'esperienza psichica.
Jung C.G. (1961) Ricordi sogni riflessioni. Milano: Il Saggiatore, 1965.
Aiutato da Aniela Jaffé, Jung traccia le avvincenti linee della sua autobiografia e autoanalisi. Questa lettura introduce all'interno dell'uomo Jung e tratteggia le sue ipotesi teoriche con tutto il fascino dei momenti in cui si formano.
Jacobi J. (1939) La psicologia di C.G. Jung. Torino: Boringhieri, 1973.
Jung stesso elogiò questa esposizione stringata ma sistematica del suo pensiero. Il libro conobbe rapida e vasta diffusione e si può considerare un classico della letteratura junghiana.
Segal H. (1968) Introduzione all'opera di Melanie Klein. Firenze:
Martinelli.
Chi comincia a studiare la Klein s'imbatte in questo libro, che è il felice compendio di un pensiero complesso. I concetti sono definiti con chiarezza e i loro sviluppi teorici appaiono in tutto il loro rigore, insieme agli esempi clinici.
Lacan J. (1966) Il seminario su La lettera rubata. In: Scritti, vol. I. Torino: Einaudi, 1974.
E' il seminario che apre gli Ecrits di Lacan. Svolto sul racconto di Poe tradotto da Baudelaire, presenta molti temi e aspetti dell'originale apporto lacaniano, che include la linguistica e si esprime in uno stile estremamente singolare, di grande efficacia letteraria.
Sullivan H.S. (1940) La moderna concezione della psichiatria. Milano: Feltrinelli, 1961.
Nel suo stile parlato che prende il lettore, Sullivan presenta i capisaldi della psicoanalisi interpersonale. Questa lettura è altamente raccomandabile anche per la "Prefazione all'edizione italiana" di Gaetano Benedetti, mirabile e insuperata sintesi del pensiero sullivaniano.
Fromm E. (1941) Fuga dalla libertà. Milano: Mondatori,
Il primo libro di Fromm, il primo suo grande successo editoriale mondiale. Coglie l'essenziale dell'autoritarismo e del fascismo, anticipando i risultati di studi successivi. Fornisce un esempio egregio di applicazione della psicoanalisi alla società e alla storia.
Mitchell S.A. (1988) Gli orientamenti relazionali in psicoanalisi. Torino: Bollati Boringhieri, 1993.
E' una messa a punto delle radici, dei temi e degli orientamenti che animano la psicoanalisi relazionale. Mitchell pone a stretto confronto la teoria delle pulsioni con la teoria della matrice relazionale, pervenendo a originali configurazioni teoretiche atte a fondare un nuovo indirizzo in psicoanalisi.
Ellenberger H.F. (1970) La scoperta dell'inconscio. 2 volumi. Torino: Boringhieri, 1976.
E' una monumentale e rigorosa storia della psichiatria dinamica, che include approfonditi capitoli di storia della psicoanalisi. La mole non deve scoraggiare: la lettura è gradevole e
nutriente.
CORPO BIBLIOGRAFICO RAGIONATO
Nota introduttiva e di metodo
L'ideale è quello di una psicoanalisi senza aggettivi. Forse ci si può avvicinare abbracciando tutti gli aggettivi, cioè dando conto bibliografico di quanti più indirizzi sia possibile, non negando a nessuno legittimazione storico-culturale. Si vorrebbe presentare una visione panoramica e non caotica da un lato, senza trascurare dall'altro il dettaglio tematico e l'originalità del singolo autore, benché tale compito, preso alla lettera, renderebbe illimitato il ventaglio apribile della produzione psicoanalitica. Non la completezza dunque, di fatto impossibile, ma una sintesi vasta e rappresentativa, concepita come provvisoria sistemazione e work in progress, in termini di proposta. Conseguentemente, le scelte sono inevitabili e introducono un dato di arbitrio, preventivamente riconosciuto insieme alla dichiarata disponibilità al confronto e all'emendamento argomentato. Si può dialogare e discutere anche su una bibliografia.
Pur non infinita dunque, rimane tuttavia ampia l'offerta che segue. Mi pare che la difficoltà principale stia nel porre un ordine, nell'individuare metodi classificatori assennati ed equi, che fungano da guida nella sistemazione di una materia tanto estesa. Vengono qui adottati tre criteri di stratificazione delle voci bibliografiche: la tematica dei testi, le correnti di pensiero, le generazioni degli autori.
Il primo criterio è di più semplice attuazione: basta intitolare ogni lista di testi con un tema chiaro e definito. All'interno della singola lista bibliografica tematica bisogna però rendere operanti gli altri due criteri. Ora, la perfezione non interessa ed è impossibile. Volendo anche evitare accanite e ossessive suddivisioni, si suggerisce una impostazione storica della materia che operi un intreccio tra correnti di pensiero e generazioni di autori, rispecchiando del resto lo svolgimento reale della storia della psicoanalisi.
Pertanto, le tappe di lavoro teorico scandite da questo strumento bibliografico sono articolate in trenta punti fondamentali, secondo il seguente
PROSPETTO
TEMATICO:
1)
teorie generali e visioni
d'insieme;
2) la teoria della libido, il complesso d'Edipo, il
preedipico;
3) l'aggressività;
4) le nevrosi;
5) teorie sull'angoscia;
6) simbiosi e processo d'individuazione;
7) trauma e/o fantasia;
8) i meccanismi di difesa;
9) le strutture di carattere;
10) il transfert;
11) i simboli in psicoanalisi;
12) l'analisi dei sogni;
13) la psicoanalisi e l'infanzia:
13.1) psicoanalisi infantile;
13.2) l'osservazione diretta del bambino e la psicoanalisi:
13.2.1) teoria dell'attaccamento;
13.2.2) l'"infant research";
14) la psicoanalisi dell'adolescenza;
15) la tecnica psicoanalitica:
15.1) il colloquio, la fase iniziale;
15.2) le libere associazioni e l'attenzione fluttuante;
15.3) interpretazioni e costruzioni;
15.4) il lavoro sulle resistenze e sul transfert;
15.5) il controtransfert;
15.6) l'ascolto, l'empatia, la reciprocità del rapporto analista-analizzando;
15.7) gli "errori" dell'analista;
15.8) il tema del disvelamento dell'analista;
15.9) la fase finale;
15.10) psicoanalisi e psicoterapia psicoanalitica;
16) le psicosi;
17) le sindromi borderline;
18) le perversioni;
19) psicoanalisi e genere;
20) il corpo in psicoanalisi, la psicosomatica;
21) la psicoanalisi di fronte alle neuroscienze e alle scienze cognitive;
22) psicoanalisi ed epistemologia;
23) le "evidenze scientifiche" dell'efficacia della psicoanalisi;
24) psicoanalisi e antropologia culturale;
25) psicoanalisi ed etologia;
26) la psicoanalisi di gruppo;
27) la psicoanalisi della società;
28) la psicoanalisi dell'arte;
29) la psicoanalisi del mito e della fiaba;
30) psicoanalisi e religione.
Per ciascun punto viene seguito un criterio storico-dottrinale che si articola su sette livelli:
- Freud, i primi freudiani e i primi dissidenti;
- gli autori dell'Ego-psychology;
- i post-freudiani in genere; revisionisti, dissidenti e oppositori;
junghiani;
- Melanie Klein, Bion e autori di indirizzo;
- gli "indipendenti" britannici;
- gli interpersonalisti americani;
- correnti e autori recenti e contemporanei, i relazionali in particolare e i loro oppositori.
Alla fine della seguente presentazione bibliografica, pur con tutte le sue discutibilissime scelte, si spera che emerga l'idea che la psicoanalisi è la sua stessa storia, percorribile in molti modi, secondo corridoi noti e altri che si aprono inattesi. Fermare un elenco di testi ha un valore didattico, di informazione, di orientamento e di ausilio solo se si è consapevoli dell'artificio che fissa ciò che scorre senza posa. Tutti questi libri sono pensiero in movimento, entrano uno nell'altro, si embricano, si cercano. Anche si respingono in una dialettica che trova placamento in testi successivi di sintesi, che a loro volta incontrano i loro contrari e si spendono nel contrasto sino a sfinirsi nell'abbraccio di respiri più ampi che ripropongano tesi e antitesi in visioni ulteriormente innovanti. Il movimento sottotraccia spinge a fioriture che talora splendono una o più stagioni e poi reclinano e rifluiscono nel carsico fiume che le genera, se ne nutre e in seguito le rigenera, apparentemente altre ma spesso ancora quelle, riformulate, diversamente tinte e lanciate nel futuro, a volte in proterva linea che si crede retta e che avanza e non s'avvede della balistica che la governa e la riporta all'humus da cui era partita. Giocano di continuo la retta del progredire e il circolo del ritornare.
Ecco i contributi ritenuti più rilevanti da parte di ognuno dei suddetti raggruppamenti di autori, distintamente per voce tematica.
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